Raviole con farina di riso e marmellata di more
Eccomi di nuovo qui, dopo una lunga assenza dovuta alle vacanze di Natale in cui sono stata poco al pc, ma in compenso ho cucinato tanto, e soprattutto con calma, cosa non facile da fare durante il resto dell’anno!
Il pomeriggio del primo gennaio ero in casa, con poca voglia di uscire, ancora mezza addormentata dopo aver tirato tardi a letto per compensare le ore piccole fatte la sera prima, e ho deciso di approfittarne per preparare dei biscotti delicati, con un ripieno fresco di marmellata, adatti ad iniziare l’anno in modo goloso ma non troppo pesante. Ho dato un’occhiata alla dispensa e il primo ingrediente che ho scelto è stata la farina di riso: profumata, fine, bianchissima.In frigo poi ho trovato la sua degna compagna: una marmellata di more che con il suo sapore intenso e il suo colore deciso ha reso questi biscottini degni della prima infornata del 2016!Gli occhi di bue e i miei frollini di Natale… un anno dopo!
Eh sì, è passato un anno da quando ho aperto questo mio piccolo spazio virtuale!
Ad un anno esatto dal mio primo post ho scelto di riproporvi gli stessi biscotti, modificati solo un pochino rispetto all’anno scorso: ho aggiunto una puntina di lievito nella frolla, per renderla ancora più friabile, e ho aggiunto la farcitura al cioccolato negli occhi di bue.
D’altronde si sa, ci sono ricette che si evolvono insieme a noi, cambiano nelle sfumature pur restando punti fermi… un anno dopo l’altro!
Questa è una ricetta a cui tengo tanto, una di quelle che non cambieresti mai, di quelle che ogni Natale riutilizzo per confezionare regalini mangerecci, un po’ perché l’occhio di bue al cioccolato resta in cima alla classifica dei miei biscotti preferiti e un po’ perché anche un semplice biscottino di frolla, se si tratta di questa frolla, riesce ad essere davvero goloso ai massimi livelli!
Grazie a tutti voi che siete passati di qui in questo anno, per i sorrisi che mi avete regalato con i vostri commenti, grazie a chi ha provato le ricette, a chi mi ha dato consigli, idee, incoraggiamenti e anche a chi si è affacciato qui solo un attimo a sbirciare… grazie di cuore!Crostata cioccolato & lamponi con frolla all’acqua e farina di riso
Per il compleanno della mia migliore amica volevo preparare un dolce speciale: volevo che fosse semplice, elegante e dal sapore deciso.
Fragole a Merenda! Si parla di un’altro dei miei blog-feticcio, di quelli che leggo sempre con tanta ammirazione, sperando un giorno di riuscire a racchiudere anch’io, nella mia piccola cucina, un magico intreccio di storie, sapori e atmosfere come riesce a fare Sabrine.
La frolla, in questo caso, si impasta con l’acqua e non con le uova: questo, unitamente all’utilizzo della farina di riso, la rende molto delicata e profumata.
La ganache si prepara in un attimo e forma uno specchio su cui schierare i lamponi al naturale, garantendo sia un effetto molto scenografico che un contrasto piacevolissimo tra la freschezza della frutta e il sapore avvolgente di panna e cioccolato.Torta (dolce!) alle verdure
Quando ero bambina la tradizione voleva che il venerdì successivo alla Pasqua si preparassero le torte per festeggiare una ricorrenza che esisteva solo nel nostro paese, anzi, diciamo pure nel nostro gruppo di case: i miei nonni, che mai durante l’anno avrebbero nemmeno pensato di preparare un dolce, sfornavano in un giorno solo cinque o sei torte da consumare con i vicini e i parenti la domenica successiva. Io rimanevo a casa da scuola e passavo la mattina a guardarli impastare, stendere la pasta, preparare le farciture, assaggiavo qualsiasi cosa e rimanevo incantata dagli odori, dai pentoloni di crema al cioccolato sul fuoco, dalle mani grandi di mio nonno che incredibilmente, solo una volta all’anno, impastavano frolla.
Generalmente venivano preparate torte al cioccolato, al riso e alle verdure: sì, una torta dolce farcita con bietola, formaggio grattugiato e spezie – che a dispetto di quello che si potrebbe pensare è stata la mia preferita da sempre, anche quando ero una bambina!
Negli anni la tradizione è andata scomparendo, così come la ricetta di quelle torte: sparita, non si trovava più. Né nella memoria ormai stanca dei nonni, né su un qualsiasi foglio di carta rimasto in fondo a un cassetto. Solo un paio di anni fa, sgomberando la vecchia soffitta, è saltato fuori il foglietto che vedete poco più sotto: una pagina di agenda strappata scritta a mano da mio nonno… le dosi erano approssimative, i tempi di cottura non indicati, ma era comunque una traccia da seguire per provare a replicare quella torta così particolare, per me davvero unica.